IL sole 24 Ore  15 MAGGIO 2020

Ecobonus 110%, corsa al via. Cosa si può fare e come

C’è molta attesa per la norma dell’ecobonus e del sismabonus con la detrazioni al 110% della spesa sostenuta che aprirà la corsa ai lavori condominiali dal 1° luglio.

Nei condomini già tanti si sono mossi per sfruttare la finestra de fare lavori che magari erano nel cassetto da tempo. Molti hanno capito, infatti, dalle prime informazioni che hanno acquisito, i vantaggi dell’agevolazione bomba contenuta nel decreto legge Rilancio: in estrema sintesi fare tutti i lavori a spese dello Stato e senza dover versare neanche un euro di anticipo. Questo in effetti è possibile grazie alla possibilità generalizzata di usare la cessione del credito con il Fisco alla banca o all’impresa che realizza i lavori e monta gli impianti. Nel primo caso si va in banca a chiedere un prestito e si ripaga la banca con la cessione del credito (il 10%  “extra” rispetto alla spesa sostenuta dovrebbe consentire di coprire gli interessi): poi ovviamente il prestito paga l’impresa che realizza. La seconda strada e lo “sconto in fattura” emesso direttamente dal costruttore o dell’impiantista: il credito con il Fisco viene girato direttamente all’impresa realizzatrice dei lavori che poi lo usa nelle sue pendenze con il Fisco o può, a sua volta, girarlo alla banca.

Manca un provvedimento del direttore dell’ Agenzia delle Entrate che spieghi, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge, come dovranno essere comunicati, “esclusivamente in via telematica”, i dati relativi alla doppia opzione “cessione del credito” e “sconto in fattura”. E definisca anche, più complessivamente, le “modalità attuative” di tutto l’articolo. Il governo giura che da quel versante non arriveranno ostacoli perché in realtà i due meccanismi sono già sperimentati sia pure per applicazioni limitate e soprattutto con sconti fiscali più bassi. Per ore è previsto un “visto di conformità” da parte del responsabile di un centro di assistenza fiscale.

Ma vediamo gli aspetti della norma meno chiari o che comunque, nei conciliaboli condominiali, rischiano di creare qualche equivoco, anche rilevante. Basti sentire il “passa parola” che è già cominciato per capire che il rischio c’è.

                                                                                                                                              

Che cosa si può fare. Non tutti lavori sono agevolati. Chi pensa di rifare solo di facciate o anche la coibentazione di un tetto non avrà accesso alla maxagevolazione. Per avere il 110% di sconto bisogna comunque prevedere nel pacchetto dei lavori uno di questi due interventi “trainanti”: a) il cappotto termico dell’edificio; b) la sostituzione della caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione o a pompe di calore. Questi due interventi hanno accesso al superbonus e si trainano dentro il perimetro del 110% altri cinque tipi di interventi: l’istallazione di pannelli solari; gli impianti di accumulo di energia relativa agli stessi pannelli solari; il rifacimento delle facciate; l’istallazione di colonnine per la ricarica delle batterie delle auto elettriche; e tutti gli interventi già ricompresi nel vecchio bonus. Meglio ripetere: senza cappotto o caldaia nuova, neanche questi interventi vanno al 110% ma restono al loro sconto tradizionale (65% per l’ecobonus, 90% per le facciate, eccetera). Va aggiunto che un altro tipo di intervento ha accesso, da solo, allo sconto del 110% ed è quello del sismabonus, quindi la messa in sicurezza sismica. Tutti questi interventi - che vanno asseverati da tecnici competenti come accade già oggi - devono rispondere a requisiti e condizioni inclusi nel decreto o rinviati ai decreti attuativi. I più importanti requisiti per gli interventi energetici sono l’uso di materiali che rispettino i requisiti minimi ambientali e il risultato di un miglioramento di due classi energetiche (una sola classe solo nei casi in cui sia impossibile progredire di due) in base all’attestato di prestazione energetica (Ape).

Resta sempre la possibilità di fare tutti lavori già agevolati con i precedenti bonus edilizi al 65% o al 50%, con il vantaggio che anche in questo caso si potrà usare cessione del credito e sconto in fattura.

Condomini e prime case. Chi può beneficiare del super bonus? Su questo aspetto non sembrano esserci dubbi. Le norme “si applicano agli interventi effettuati dai condomini, nonché, sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni“. Esclusi “interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale“. È interessante però capire cosa significa interventi sulle abitazioni principali perché i tre Interventi ammessi al super bonus riguardano sempre interventi sugli edifici, quello sull’isolamento termico e quello sulle “parti comuni” per la sostituzione degli impianti di riscaldamento. Non sembra esserci spazio per l’interventi sulle singole unità immobiliari salvo che non si intenda che si possono agganciare agli interventi condominiali anche quelle di efficientemente energetico sui singoli appartamenti. Ma su questo serve certamente un chiarimento. E’ chiaro invece che l’intervento è ammissibile su edifici unifamiliari. Per inciso si può ricordare che anche le case popolari (Iacp) possono accedere al superbonus.

Quanto si può spendere? Qui si conferma che la norma nasce per i condomini perché gli edifici unifamiliari avranno una spesa massima ammissibile di 60.000 € per il cappotto termico e di 30.000 € per la caldaia. Mentre ben più ampio è l’intervento ammesso al bonus nei condomini dove i 60.000 € per l’isolamento termico e 30.000 € per le caldaie devono essere moltiplicati per il numero di unità immobiliari. In caso di condominio di 10 appartamenti 600.000 € per il cappotto di 300.000 € per la caldaia più tutti gli interventi agganciabili che rispondono ognuno al proprio limite ordinario (per i pannelli solari 48.000 complessivi).

Il sisma bonus e la polizza con il supersconto fiscale. Una particolarità va segnalata per il super bonus: c’è la possibilità - senza obbligo - di stipulare una polizza assicurativa anticalamità e portarla in detrazione il 90% se alla stessa compagnia assicurativa viene ceduto anche il credito con il Fisco.

DESCRIZIONE

Il bando è finalizzato alla protezione delle foreste dagli incendi, dagli attacchi parassitari e dalle malattie, e dal dissesto idrogeologico; allo scopo di contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla difesa del territorio e del suolo, alla prevenzione dei rischi naturali, alla depurazione e regimentazione delle acque ed alla tutela e conservazione della biodiversità.

SOGGETTI BENEFICIARI

Proprietari, Possessori e/o Titolari pubblici della gestione della superficie forestale interessata dall’impegno;
- Proprietari, Possessori e/o Titolari privati della gestione della superficie forestale interessata dall’impegno;
- Loro Associazioni.

E’ escluso il pagamento di aiuti individuali a favore di un’impresa destinataria di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno. Non è ammessa la concessione degli aiuti alle imprese in difficoltà.

 

TIPOLOGIA DI SPESE AMMISSIBILI

Spese connesse alla realizzazione degli interventi:

- Costi dei materiali, delle attrezzature, della manodopera e dei servizi necessari alla realizzazione dei seguenti investimenti:

- installazione o miglioramento di strutture o infrastrutture di protezione (fasce tagliafuoco, punti d’acqua e reti di distribuzione, vasche ad uso antiincendio, recinzioni, ecc.);

- realizzazione o manutenzione di sistemazioni idraulico-forestali;

- sistemazioni di versanti con tecniche di ingegneria naturalistica;

- ripristino di sezioni idrauliche;

- miglioramento della viabilità forestale ad uso antincendio boschivo;

- interventi finalizzati alla captazione, drenaggio e controllo del deflusso delle acque superficiali e al consolidamento della stabilità dei terreni per la prevenzione del rischio idrogeologico;

- adozione di adeguate pratiche selvicolturali di prevenzione (latifogliamento, decespugliamento, sfoltimento ecc.);

- miglioramento e diversificazione nelle aree a rischio incendio dei soprassuoli forestali nei popolamenti puri o a prevalenza di conifere o latifoglie alloctone, tramite l’impianto o la semina di latifoglie autoctone;

- ringiovanimento di cedui vecchi e deperienti;

- interventi preventivi su scala locale contro siccità e desertificazione, se giustificati da evidenze scientifiche, con introduzione di specie tolleranti alla siccità, piantagione di cespugli e arbusti, irrigazione (solo in casi debitamente motivati);

- trattamenti preventivi contro la diffusione di parassiti e patogeni forestali attraverso trattamenti localizzati con prodotti biologici o a basso impatto ambientale, uso di organismi antagonisti e diversificazione del soprassuolo. Gli interventi ammessi sono quelli di prevenzione agli organismi nocivi riportati nella sottomisura 8.3;

- installazione e miglioramento di attrezzature di monitoraggio e sistemi di comunicazione contro le gli incendi boschivi (interventi riservati all’Amministrazione Regionale);

- gestione e implementazione di una rete di monitoraggio fitopatologico (acquisto di GPS per la georeferenziazione, supporti elettronici, concessione accessi alle banche date dei fitofarmaci e acquisto di biblioteche scientifiche, attrezzature di campo per ispezioni e prelievi di materiale, mini laboratori, microscopi e realizzazione del Portale fitosanitario Regionale (interventi riservati all’Amministrazione Regionale).

Spese generali:

Onorari di professionisti e/o consulenti per:
- studi di fattibilità;
- valutazioni di incidenza e di impatto ambientale;
- stesura e predisposizione di tutti gli elaborati progettuali a corredo della domanda di sostegno;
- direzione, contabilizzazione, rendicontazione e collaudo dei lavori;
- predisposizione della documentazione tecnico-contabile e amministrativa ai fini della presentazione delle domanda di pagamento anticipo e saldo;
- redazione del piano di sicurezza e coordinamento.

 

ENTITÀ DELL'AGEVOLAZIONE

Il sostegno è concesso fino al 100% delle spese ammissibili. Ai fini della determinazione e liquidazione del sostegno saranno considerate ammissibili le spese effettivamente sostenute dal beneficiario finale comprovate da fatture quietanzate o da documenti contabili aventi forza probante equivalente.

SCADENZA

Le domande di sostegno dovranno essere presentate dal 01 dicembre 2018  prorogato fino a giorno 08/01/2020. Dotazione Finanziaria 50.000.000

Il 30 settembre sarà l’ultimo giorno utile per presentare la domanda di definizione agevolata di tutte le ingiunzione di pagamento notificate dal 2000 al 2017 soprattutto da parte della SORIT S.p.A. 

L’adesione alla definizione agevolata consentirà di versare le somme dovute con l’esclusione delle sanzione e degli interessi di mora in massimo di n. 20 rate mensili consecutive a partire dal 31 dicembre 2019 e fino al 30 settembre 2021.

Approvati gli emendamenti al Decreto Crescita. Riaperti i termini per la sanatoria delle cartelle entro il 31 luglio 2019. Entro questa data il debitore potrà dichiarare di voler aderire alla rottamazione quater optando per il pagamento in unica soluzione al 30 novembre prossimo oppure se rateizzare. Le rate potranno essere al massimo 17 e comunque consecutive.    

Lo scorso 20 maggio presso la Commissione Tributaria Provinciale di Ragusa è stata depositata la sentenza in accoglimento delle eccezioni di diritto e di merito su ricorso presentato da un coltivatore diretto difeso dal Dott. Giuseppe Barone avverso la cartella di pagamento emessa dalla Riscossione Sicilia S.P.A. con la quale, per conto del conto del Consorzio di Bonifica n. 8 di Ragusa, si richiedeva il pagamento del contributo consortile di bonifica per l’anno 2013.

Con la presente circolare vengono fornite indicazioni relative alle nuove modalità di presentazione della domanda di assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo.

A decorrere dal 1° aprile 2019 le domande, finora presentate dal lavoratore interessato al proprio datore di lavoro utilizzando il modello “ANF/DIP” (SR16), dovranno essere inoltrate esclusivamente all’INPS in via telematica al fine di garantire all’utenza il corretto calcolo dell’importo spettante e assicurare una maggiore aderenza alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

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